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venerdì 13 giugno 2014

Matteo, o chi per te, #staisereno e #staiattento



Buongiornoooo, vi siete ripresi dai festeggiamenti goderecci derivanti dagli OTTANTAEURO??
Ancora no? Certo ci vuole tempo, un’emozione così non la vivevamo da parecchio.
Non ci siamo più abituati alle gratificazioni. Negli ultimi anni abbiamo beccato solo denigrazione, offesa gratuita, blocco degli stipendi, moltiplicazione dei carichi di lavoro perché avete deciso che cinque  lavoratori che andavano in pensione potevano essere sostituiti da uno solo, incertezza per il futuro, precariato come parte fissa delle nostre giornate  … insomma una lunga operazione demoralizzante per il Paese e per ogni singolo individuo. (qua parla Grazia, dipendente pubblica)

Diciamolo, forza, che vi piace giocare con i più poveri, vi sentite sempre più potenti ad impoverire una intera nazione in cui la distribuzione del reddito va di pari passo con quella del Sudafrica.
Uno sparuto gruppo di ricchissimi contro una moltitudine di poverissimi.

Berlusconi vinse le elezioni portando le pensioni a 1 milione di lire, Renzi, pugnalando prima Letta alle spalle e poi la nostra intelligenza, con l’illusione che stesse facendo qualcosa di importante con il ritornello degli OTTANTAEURO (lo sto scrivendo in maiuscolo apposta, lo rappresento come il frame che avete nei vs cervelli).

#dearmatteo (con te si può parlare solo con chioccioline e cancelletti), per carità, non è che io infelice che finalmente siamo al governo ma, da buona militante di un grande partito, quale è il Partito DE-MO-CRA-TI-CO (spelling per coloro a cui sfugga il significato e per richiamarne l’attenzione), oggi mi aspetto ancora una riforma di sistema che riappacifichi la cittadinanza con gli alti valori della Politica e quindi già dal tuo insediamento, anzi da prima, da quando con Bersani abbiamo vinto le elezioni (lo devi a lui se oggi siedi là, lo devi ad un altro slogan, #ItaliaGiusta) e non certo al 40% che vai sbandierando delle europee che sono tutta un’altra rappresentazione che con il consenso nazionale non c’entrano granché.

Dopo vent’anni di berlusconismo, tutti ci aspettavamo un ritorno alla democrazia, al rispetto puro delle istituzioni e delle parti sociali.

A me, a scuola, hanno insegnato che l’Italia è una Repubblica parlamentare e mi ricordo bene la mia insegnante di educazione civica quando insisteva su quanto fosse fondamentale per la nostra democrazia l’esistenza e le funzioni del Parlamento e che il nostro bicameralismo era la massima espressione di garanzia perché proprio attraverso la discussione di tutte le parti, si sarebbero potute garantite le leggi giuste per tutti i cittadini. Sempre lei, la mia insegnante, spiegava che il Governo era un organo esecutivo e che solo in caso di urgenza poteva legiferare.

#dearissimoMatteo, qua tu stai facendo peggio di Berlusconi, vai avanti per decreti e te ne sbatti altamente della nostra Costituzione.

Beh, non mi sta bene per nulla, già te l’ho detto. Il fatto che tu sia rimasto segretario del MIO partito, quando invece dovresti, per coerenza e per libertà, dimetterti per essere il Presidente del Consiglio di tutti,  mi fa doppiamente arrabbiare perché rivedo in te lo stesso metodo del nanetto malfattore che ci ha tiranneggiati nel ventennio passato. #cambiaverso Matteo e lascia liberi i nostri parlamentari di decidere con la loro testa. Vogliamo un’Italia libera e rappresentata da uomini liberi.

Lo ammetto, ho sostenuto Cuperlo e sul tuo carro non ci sono salita e quindi, in teoria, non dovresti avere apprezzamento per ciò che penso ma, ti piaccia o meno, oggi devi rappresentarci tutti e fare gli interessi collettivi e quindi devi, per forza, ascoltare anche me. Devi tenere nella tua agenda il mio motivato dissenso verso le politiche che stai annunciando e per le conseguenze  che esse determinano.

Oltre ad essere cittadina, lavoratrice pubblica (ed un sacco di altre funzioni multitasking che non sto qui a ricordare a nessuno), sono anche una dirigente sindacale della CGIL, la stessa che tu vuoi distruggere.
Bene, sappi che la CGIL ha rappresentato lavoro, lavoratrici e lavoratori per 110 dieci anni e l’ha fatto sempre con la lotta civile e non arrivi certo tu, con i tuoi slogan salvaitalia fasulli, ad annientarla.

Manco li conosci i sacrifici che faccio ogni giorno per portare avanti la mia mission nel tentativo di porre riparo a tutte le ingiustizie che il tuo “privato” e le restrizioni legislative stanno provocando su una moltitudine di esseri umani. Mica le ricevi tu le telefonate mentre sei in bagno dalla lavoratrice che pulisce i cessi pubblici, che guadagna 500 euro al mese con una cooperativa succhiasangue, a cui non pagano gli straordinari? Quella donna, assieme a tante altre persone, sono il mio obiettivo di vita. Io ci rispondo sempre a quella donna, anche solo per dirle che le sono vicina e che a quel datore di lavoro, prima o poi, lo rimetto sulla via della legalità perché non è possibile, non è giusto, non è equo che si debba approfittare del bisogno di una donna o di un uomo poveri, affidando a questi i lavori più umili, e che a tanti farebbero schifo, e non pagarmi dignitosamente. (suggerimento: Perché non introduci l’obbligo dell’indicatore della congruità del costo del lavoro nei tuoi decreti invece che dimezzare le agibilità sindacali? Mi dici chi dovrà difendere queste persone come meritano?)

Oppure vogliamo parlare delle lavoratrici e dei lavoratori delle Province? Non so se ti rendi conto di cosa voglia significare sentirsi degli indesiderati, degli esuberi, dei pezzi da dislocare da qualche parte o da distruggere. Cosa significa alzarsi la mattina, andare al lavoro e non sapere cosa ti compete più, come servire il cittadino. ANCORA OGGI NON HAI DEFINITO LE FUNZIONI E MESSO A SISTEMA QUESTO PEZZO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!  Stiamo parlando di esseri umani e non di lontani numeri, non so se comprendi cosa significhi. Stiamo parlando di servizi pubblici che bisogna garantire ai cittadini, di procedure all’interno di processi ben delineati ed invece c’è solo CAOS.

La CGIL, con CISL e UIL, in tutto questo periodo hanno avuto il ruolo di tampone con tutte queste persone demoralizzate e bistrattate. Tu, Presidente, hai parlato mai con loro? Oppure credi che basti un questionario a mezzo mail (dove poi un terzo t’ha risposto #voglioilcontratto)?!

Io continuerò certamente a difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, perché sono una che è, da sempre, sindacalista senza poltrona e amo l’attività che svolgo, perché inseguo l’ideale sogno che tutti dobbiamo avere garantiti gli stessi diritti (non ti ripeto gli articoli che dovresti ben conoscere della nostra Carta Costituzionale). Taglia pure le agibilità sindacali, passerai alla storia come il massimo esponente della condotta antisindacale, come colui che preferisce comandare invece che concordare con le parti.

Matteo e compagine, state sereni ma #stateattenti che la pazienza ha un limite e ste cose ce le saremmo aspettate da un governo fascista o da qualcuno iscritto alla loggia P2, non da un governo di centro sinistra.


Ora mi interrompo che ho già superato le 1100 parole e per uno abituato alla comunicazione in 140 caratteri è come la scalata dell’Everest  a mani nude ma non puoi immaginare quante centinaia di osservazioni avrei da farti a cominciare dalle 44 proposte che per me sono altre e sicuramente 45.

mercoledì 4 aprile 2012

IL LAVORO NON E' UNA MERCE, IL LAVORO E' UNA PERSONA


CONDIVIDI E SOTTOSCRIVI

http://www.cgil.it/Petizione/Articolo18_042012/default.aspx


IL LAVORO NON E' UNA MERCE
IL LAVORO E' UNA PERSONA 


La CGIL è impegnata in un’iniziativa straordinaria per i diritti dei precari e dei giovani, per ammortizzatori universali e perché un lavoratore licenziato senza giustificata causa o motivo possa essere reintegrato. Per dare forza a questa iniziativa, per sostenere questi diritti e la mobilitazione della CGIL firma anche tu.
La CGIL chiede a tutti i lavoratori e alle lavoratrici, a pensionate e pensionati, ai precari, ai disoccupati, agli studenti e a tutti i cittadini di sottoscrivere un APPELLO per il valore sociale del lavoro, per la buona occupazione, per la tutela dei diritti fondamentali a partire dallo Statuto dei Lavoratori e delle norme contro i licenziamenti illegittimi. Contro la crisi e la disoccupazione i lavoratori e le lavoratrici, le donne e i giovani, hanno bisogno di sviluppo, di scelte che creino occupazione, di meno precarietà, di tutele. Questo chiediamo al Governo e al Parlamento a partire dalla riforma del Mercato del Lavoro. I primi risultati positivi ottenuti nel confronto con il Governo per combattere la precarietà devono essere confermati e migliorati: è utile combattere gli abusi ma un’intera generazione schiacciata da 10 anni di precarietà e di falso lavoro autonomo chiede certezze ulteriori per il proprio futuro. Gli ammortizzatori sociali devono riguardare tutte le imprese, tutti i settori, tutte le forme di lavoro. Universalità e inclusione, questo è il risultato che deve essere raggiunto con la riforma degli ammortizzatori sociali. Le norme per contrastare i licenziamenti illegittimi rappresentano un diritto inalienabile per i lavoratori. L'art. 18 è un diritto di civiltà e un deterrente contro gli abusi su altri diritti: impedisce di licenziare il singolo lavoratore senza giusta causa o giustificato motivo. Prevedere per il licenziamento economico solo la possibilità di indennizzo è sbagliato e ingiusto: la nuova norma produrrà migliaia di licenziamenti a partire dalle figure più deboli attraverso una falsa motivazione. L'unico vero modo per evitare una palese ingiustizia, per evitare abusi, è la permanenza del meccanismo del reintegro. Questo bisogna che chiediamo e chiedano con forza milioni di lavoratori al Parlamento italiano.

mercoledì 24 dicembre 2008

* * * BUON NATALE 2008 * * *

venerdì 14 novembre 2008

La CGIL è dalla parte giusta

foto D.Red
Dalla parte giusta

14 novembre 2008
Sveglia alle 6 e mezza, in fretta, il pullman passa alle 7 e 10 vicino alle poste centrali. Papà è con me. Siamo in orario. I compagni di viaggio son già là e ne giungono altri.
Arriva il pullman con l'autista incazzato perchè a Ceglie l'han fatto tardare.
Ci avviamo, caspita continua a piovere. Mi preoccupa.
Mi telefona Mimino, non sarà con noi alla manifestazione, ieri l'hanno investito.
Passiamo da Ostuni, da Fasano. I posti si occupano.
Poco più delle 9, siamo a Bari. Siamo i primi. Scendiamo sul lungomare e ci avviamo a prendere il materiale: bandiera, cappellino, fischietto e mantellina per la pioggia.
Vedo la mia Segretaria, Antonella, volto tirato, tesa, preoccupata più di me.
"Siete i primi" ... con il timore che saremo in pochi. Temo anch'io, oggi son spaventata per davvero. Il sindacato spaccato mi fa sentire sola nel combattere per i diritti di tutti e acuisce la sensazione di non avere abbastanza forza per affrontare la battaglia.
Le bandiere sventolano già sul lungomare e attendiamo con il sole che ha cacciato già via i nuvoloni e all'unisono arrivano gli altri: pullman da Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto.
Il bel tempo e la folla cambiamo il mio umore e le mie sensazioni.
Passano i minuti ed il rosso prevale su tutto assieme al calore degli abbracci e il piacere di essere con questi compagni ad affrontare quest'altra avventura.
Vedo Marco, il compagno della CGIL di Bari, ma non trovo Michela, siam troppi, eppure c'è, me l'ha detto Marco.
Sorpresa, sono con noi i vigili del fuoco con in mano la bandiera della Cisl.
Penso, ho ragione, sono dalla parte giusta ed ancora una volta chi vuole decidere utilizzando metodi verticisti, apicali, si sta sbagliando.
Cazzo, siamo dalla parte giusta.
Antonella apre il corteo e finalmente sta sorridendo. C'è anche
il segretario nazionale della FP Cgil Mauro Beschi. Le telecamere delle Tv si soffermano più volte, partono le interviste.
I fischietti assordano. Parte qualche canto, slogan.
Cavolo, assieme al fischietto, dovrebbero sempre dare i tappi per le orecchie ...
Tutta la protesta nel fiato in questi fischietti. Tossisco.
Circondiamo gli uffici della Rai, soffermandoci qualche minuto sotto l'ingresso.
Arriviamo sotto il palazzo della Regione, ci fermiamo e invitiamo i padroni di casa a scendere. Ci accontentano e sono con noi. Replichiamo sotto gli uffici della Provincia ma non sortiamo lo stesso effetto ... vabbè ... proseguiamo
Si fa silenzio, passiamo sotto il cantiere che ha visto un uomo morire da poco.
Donato intanto fa la spola tra il banchetto per la raccolta firma ed il corteo e scatta foto a tutto spiano.
Patrizia, Antonio, la collega di Bari, un anziano signore che non tiene il linea lo striscione, si scherza, si chiacchiera.
Mi sento toccare la spalla, è Fabrizio, collega conosciuto su facebook, è qui anche lui.
La mia bandiera finisce spesso a disturbare ma invece che arrabbiarsi, partono i sorrisi.
Lo striscione comincia a pesarmi, sto sudando con questa mantellina rossa ma ci penso poco. Penso a come mi son conciata, cappellino, fischietto e mantellina rossa: 'na combattente senza armi se non l'entusiasmo di essere dalla parte giusta. Resisto al calore e continuo. Mica posso lamentarmi per il bel sole quando all'alba temevo il diluvio ...
Felicità: un folto gruppo di ragazzi si unisce al corteo, si piazzano davanti, si mischiano e intonano canti.
Che belli i ragazzi, senza marchi, con la sola voce fresca. Vita!!!
Sono ancora là ad accoglierci sul palco, in piazza prefettura, strimpellando chitarra e intonando un canto sulla partecipazione. Mi fan ricordare i canti da oratorio, quelli che abbiamo ascoltato un pò tutti quanti, quelli in cui il credo diventa essenziale e le stonature non fanno testo.
La piazza gremita, il vento fresco anima le bandiere e dona refrigerio dopo la camminata.
Cominciano gli interventi ma non li racconto perchè per comprendere il significato occorre partecipare. Esserci. Le informazioni le passo ogni giorno, l'emozione della partecipazione, della condivisione è unica. E' come andare allo stadio oppure guardare una partita in tv ... chiedetelo ad un appassionato di calcio... e per non esser scambiata per tifosa, si pensi ad una rappresentazione teatrale, un concerto, una lezione universitaria, un consulto medico ...
Son contenta, soddisfatta. Lo sono ancor di più perchè ci sono i miei colleghi, che con mille difficoltà sono qui con me. C'è anche l'assistente sociale a tempo determinato, poverina si è alzata alle 5 per esserci e non glielo ha ordinato nessuno di venirci. Ci perde danaro e tempo, un pò come tutti noi. Nel mio posto di lavoro abbiamo aderito allo sciopero con una percentuale del 75% e siamo tra i pubblici dipendenti che hanno lo stipendio più basso. Si comprende facilmente quanto ci sta costando questo attacco da parte del Governo.
In ufficio c'è chi oggi è presente senza aver timbrato, ci sono scadenze. Il Segretario, l'architetto ... aderiscono allo sciopero e lavorano ugualmente!!!
Visto che poi Brunetta ha dichiarato che nel sud ha scioperato solo il 7,39%, sicuramente la decurtazione sul mio stipendio sarà rapportata a tale percentuale ... ehehheh ...
Renatooooo, non falsificare i dati, io c'ero alla manifestazione e sono dalla parte giusta!!!!

... finiti gli interventi, ci avviamo ai pullman.
Siamo stanchi fisicamente ma ricaricati. Ripartiamo e ci diamo appuntamento con la consapevolezza che sì, metteremo ancora mano al portafogli, ma che il 12 dicembre saremo tanti, tanti tanti!!!



domenica 2 novembre 2008

Folkabbestia - Non E' Mai Troppo Tardi Per Avere Un'infanzia Felice


Alla Manifestazione

Uè risvigliete Ninè, mo te fazze nu cafè
Camma sci a fa la manifestazione
Pigghie u pane e u prevolone, ne scurdanne u pannoline
Pigghie u mmire cudde buune de Peppin
Cu Giuanne de San Pasquale sempe colla radiolin
Cu Peppine ca se frech tutt u mmir sim arrivate a Rome!

Tutte quanne alla manifestazione
U figghie me non pote avè padrone

Quanta ggente ca ge stà, dai la mano a papà
Tutte nsime bella stà fotografie
Passe u mmire e statte citte famme sendi nu picche
Ca sta a parle cudde della Cgil
Iune se ne sciute o senne, e du se so mbriacate
Tre se fasciene nu spenidde anaschnnute
Alla faccia e Berluscone!

Tutte quanne alla manifestazione
U figghie me non pote avè padrone

Tutte quanne sparpagghiate ne sciame arrete a case
Ogne ddi 'mbaccie alla televisione
E po' a ma sci a fadegà e ce potene licenzià
Non ce donne manghe la liquidazione
E nemmanghe la pensione, i tenghe na famigghie
Addò ja sci a spanne le robbe cu quatte figghie?
Abbasce o canalone!

Tutte quanne alla manifestazione
U figghie me non pote avè padrone


Link sito

venerdì 24 ottobre 2008

"tradimento" FP CISL - UIL PA: lavoratori fregati!!!



Comunicato Stampa di
Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL

Al Governo e all’opinione pubblica che si interroga e non comprende i motivi per i quali la FPCGIL non ha aderito al Protocollo, vorremmo dire chiaramente quattro cose:
  • l’aumento che il Governo elargirà unilateralmente ai lavoratori in busta paga, sarà di 40 (quaranta) euro netti, più 7 euro per la produttività, che sarà evidentemente riservata a chi è produttivo;
  • dal 1 gennaio 2009, dagli stipendi saranno decurtati in base alla L.133 mediamente da 80 a 250 euro;
  • il recupero della somma tagliata, ovvero con decorrenza non garantita da giugno per un valore di un terzo del totale, è solo per i lavoratori dei ministeri, delle agenzie fiscali e del parastato;
  • ’intesa non ha il 51% dei consensi necessari per fare il contratto, secondo le attuali leggi sulla rappresentanza sindacale, ed il ministro Brunetta ha già dichiarato di voler procedere unilateralmente.
Infine una domanda vorremmo farla noi: se l’intesa è davvero positiva, perché CISL e UIL della scuola non hanno aderito al protocollo e perché la CISL e la UIL del pubblico impiego, pur aderendo, non sospendono nè revocano lo sciopero?

Roma, 24 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

mercoledì 15 ottobre 2008

Brunetta ed il Governo contro i precari






Comunicato stampa
di Mauro Beschi Segretario Nazionale F.P. Cgil

Brunetta ed il Governo contro i precari

La Camera dei deputati ha approvato in data odierna l’articolo 37 bis del ddl 1441 quater.

Ciò significa che i 50.000 tempi determinati della pubblica amministrazione e le altre migliaia impiegate con contratti diversi, ma sempre in maniera continuativa e subordinata, saranno cacciati via da questo Governo buttando così a mare anni di esperienza e di capacità professionali acquisite quasi sempre utilizzate per garantire quella continuità , efficacia e qualità dei servizi che ben difficilmente potranno essere recuperate nel caso questi lavoratori dovessero essere espulsi dalla pubblica amministrazione, come è negli intendimenti del Governo.

Lavoratori che è bene ripetere in moltissimi casi svolgono funzioni essenziali alla sopravvivenza ed al lavoro degli enti stessi, soprattutto nei Comparti delle Regioni e delle Autonomie Locali, della Sanità Pubblica.

Con questa decisone si è dunque manifestata la volontà esplicita di espellere dal lavoro, dall’oggi al domani, migliaia di persone, senza curarsi delle conseguenze sui servizi pubblici. .

Questo provvedimento è, per altro verso, anticostituzionale in quanto entra nel merito della autonomia organizzativa delle Amministrazioni sancita dal titolo V della Costituzione, come peraltro asserito dalla regione Toscana che ha già preannunciato il ricorso alla Corte Costituzionale se non ci saranno modifiche al decreto;

IL testo del 37 bis dovrà essere profondamente cambiato, il sindacato promuoverà, a partire dalle manifestazioni unitarie già programmate, tutti gli sforzi possibili per fare mutare opinione al Governo e modificare al Senato questo provvedimento .

Roma, 15 ottobre 2008



venerdì 19 settembre 2008

Brindisi 27 settembre 2008 - Manifestazione della C.G.I.L. per cambiare le scelte del Governo - Io ci sarò!!!

C'è solo un modo per migliorare e incidere sul cambiamento: partecipare attivamente

Buona vita

mercoledì 2 luglio 2008

C.G.I.L. c/ D. Lgs. 112/2008





Continuo a sentirmi sempre più offesa, lesa in ogni diritto costato sacrifici e la vita di tante persone anni addietro. Ancora non ho ben studiato questo indemocratico decreto ma si evince chiaramente che è una scelta a senso unico e sminuisce l'operato di tanti italiani onesti.
Appoggio in toto il comunicato di Carlo Podda e non perchè io sia ciggielina, ma perchè è la voce di tanti, tanti onesti lavoratori.







Comunicato Stampa di Carlo Podda

Segretario Generale Fp Cgil

Assenteismo nella P.A.: gli effetti perversi, pericolosi ed irrealizzabili del Decreto “Tremonti”.

La Fp Cgil è d’accordo ad assumere iniziative concrete per individuare e punire quei dipendenti pubblici che, truffando la pubblica Amministrazione e i cittadini fruitori di servizi, si sottraggono illegalmente all’obbligo di prestare la propria attività lavorativa.
Abbiamo introdotto a questo riguardo, non più di tre mesi fa e per via contrattuale, sanzioni disciplinari ancora più severe che prevedono anche il licenziamento in tronco del pubblico dipendente.
Il modo con il quale il Governo, invece, ha trattato finora il tema delle assenze per malattia fra i dipendenti pubblici sembra essere la cartina di tornasole di un approccio alle questioni che riguardano la Pubblica Amministrazione, la sua funzionalità ed efficienza di grande annuncio e di poca sostanza.
Non si dice, ad esempio, che l’incidenza per malattia nel pubblico impiego è sostanzialmente pari al tasso riscontrabile nel mondo del lavoro privato né si evidenziano le numerose realtà lavorative, che dovrebbero essere assunte ad esempio, dove grazie a modelli organizzativi sostenibili e partecipati quel tasso di incidenza scende fino a livelli quasi impercettibili.
Il Decreto “Tremonti” assume scelte assolutamente prive di quei requisiti di responsabilità, consapevolezza, fattibilità ed utilità che interventi così delicati presupporrebbero.
Si è deciso in maniera autoritaria di intervenire sul tema delle certificazioni disponendo che il pubblico dipendente (a differenza della totalità dei cittadini) non può più farsi certificare il proprio stato di malattia dal medico di famiglia, a tutti gli effetti Servizio Sanitario Nazionale, e si è disposto il rinvio di tale responsabilità a generiche “strutture sanitarie pubbliche”.
Una scelta non solo lesiva di un principio di uguaglianza dei cittadini ( lavoratori pubblici o privati che siano), ma soprattutto assolutamente irrealizzabile senza ulteriori interventi normativi e finanziari.
Il Ministro Tremonti ed il Governo sanno che i servizi sanitari regionali, così come già evidenziato dagli stessi Governatori, non sono in grado di sostenere i costi di questa nuova competenza (soprattutto a fronte dei previsti ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale), sanno che sarà praticamente impossibile per le ASL garantire la certificazione nel domicilio privato e sanno anche che quei lavoratori che potranno accedere a questa certificazione potrebbero essere paradossalmente quelli che più di altri e strumentalmente abusano dell’assenza per malattia (solo chi sta bene riuscirà a raggiungere la ASL o i già intasati Pronto Soccorso degli Ospedali per farsi fare una certificazione a giustificazione dell’assenza).
Il Governo, i Ministri Tremonti e Brunetta in testa hanno assunto opzioni irrealizzabili, inutili e controproducenti.
Prendano atto dell’impraticabilità del decreto 112.
Su questo come su tutti gli altri temi che riguardano la pubblica Amministrazione il Governo apra il confronto con i sindacati: come sempre, se ce ne sarà data l’opportunità, offriremo le nostre proposte per la reale soluzione dei problemi.

Roma 1 luglio 2008

martedì 13 maggio 2008

IO LAVORO!!!




Alle lavoratrici e ai lavoratori

Alle Segreterie Regionali e Territoriali FPCGIL

Assenteismo in Cassazione

In relazione all’articolo apparso il 12/05/08 su Repubblica, relativo al comportamento di alcuni lavoratori della Corte di Cassazione, crediamo opportuno fare alcune precisazioni.

Abbiamo firmato il 14 settembre 2007 il Contratto collettivo per tutti i lavoratori ministeriali con il quale si inaspriscono le sanzioni contro questo genere di illeciti: noi intendiamo farlo rispettare.

Ciò premesso ci sembra lampante che anche in questo ultimo articolo l’inchiesta non sia approfondita e si preferisca il solito taglio scandalistico in linea con la corrente di pensiero che reputa ogni statale un fannullone. Si scarica così sul singolo dipendente l’inefficienza della macchina giudiziaria. Non si fanno inchieste dalle quali emergano le reali responsabilità sia della autorità politica sia della dirigenza.

Inoltre si cita a sproposito, per sentito dire, un Tribunale come quello di Milano dove vi è una scopertura organica di oltre il 30% e la maggioranza dei lavoratori dimostra ogni giorno abnegazione e senso di responsabilità.

Invitiamo per questo gli organi di stampa che sembrano disconoscere quale sia la situazione dei lavoratori della giustizia, che operano in gran parte del territorio in condizioni di grave disagio per mancanza di personale, di strumenti e di risorse, a fare una inchiesta approfondita e seria alla quale siamo disponibili a collaborare.

Il funzionamento della giustizia è troppo importante per essere affrontato con superficialità, certamente non può essere ridotto al comportamento di alcuni che, con le loro azioni, danneggiano soprattutto lavoratori e lavoratrici che tutti i giorni svolgono il loro dovere।

Gallipoli 13/05/08

Alfredo Garzi

Segretario Nazionale FP CGIL